"Siamo tutti ipocriti ed egoisti, in fondo. La morte di una ragazzina del bresciano ci colpisce e mortifica molto più che lo sterminio di migliaia di innocenti a pochi chilometri dai nostri confini, in Libia. Proviamo pena perché riusciamo a stabilire un rapporto di empatia con la famiglia della vittima, perché pensiamo “potrebbe capitare ad ognuno di noi”, perché ci sentiamo vicine culturalmente e geograficamente alle vittime.
Invece se cento, mille ragazzine come Yara muoiono fucilate dalla milizia di Gheddafi non ha importanza o quasi. Quelle persone non parlano la nostra lingua, non hanno vite come le nostre, non condividiamo con loro quasi nulla. Sono esseri umani come loro ma è come se non lo fossero.
Siamo tutti colpevoli."
— (via unblasfemo)

(via emmanuelnegro)